Riserva Regionale della Diaccia Botrona

Tra Castiglione della Pescaia e Grosseto, a ridosso della pineta e della ben nota e frequentatissima spiaggia, si trova la Diaccia Botrona, una zona palustre sconosciuta ai più e che per secoli ha giocato un ruolo importantissimo nella storia e nell'evoluzione del territorio di Maremma. Benché assai ridotta rispetto alla sua estensione originaria e assediata da centri abitati e coltivazioni, rappresenta un tassello nel complesso mosaico di zone umide costiere; fortunatamente risparmiate dalle grandi opere di bonifica.

Casa Rossa
Visita il Museo Casa Rossa Ximenes

Infatti, se un tempo stagni, paludi e acquitrini evocavano un mondo inquietante, desolato e scarsamente produttivo, oggi stiamo imparando lentamente a valutare la ricchezza e l'importanza di questi rari ecosistemi.
La capacità di immagazzinare grandi quantità d'acqua in caso di piogge abbondanti, evitando il pericolo di disastrose inondazioni, e di ricaricare la falda sotterranea, sono, ad esempio, solo alcune delle vitali funzioni che essi possono svolgere.
Ma le zone umide, soprattutto, ospitano un' incredibile varietà di esseri viventi, sia vegetali che animali. Sono delle vere e proprie "banche geniche" che, se opportunamente protette e gestite, oltre a contribuire al mantenimento della biodiversità, possono rappresentare una fonte di sviluppo economico compatibile con la salvaguardia di questi fragili e magnifici ambienti naturali.

Come raggiungere la Diaccia Botrona

Arrivati a Castiglione della Pescaia, tramite la Strada Provinciale n° 3 del Padule o la Strada Statale n° 322 delle Collacchie, si deve raggiungere il ponte Giorgini che attraversa il fiume Bruna. Qui si volta a sinistra ( destra per chi viene da Marina di Grosseto ) e percorrendo la strada parallela al fiume si giunge alll'area di parcheggio prospiciente la cosiddetta "Casa Rossa" ( Casa Ximenes ). Dal ponte del vecchio edificio si può ammirare un suggestivo panorama di tutta l'area umida Riserva Regionale Diaccia Botrona.

Ruderi del convento Medioevale "La Badiola" sull'Isola Clodia

Si può accedere alla Diaccia Botrona anche entrando dal lato Ovest ; si imbocca la Strada Provinciale n° 3 del Padule in direzione Grosseto ; a circa 6-7 Km da Castiglione si trova un piccolo agglomerato di case chiamato Ponti di Badia; qui bisogna girare sulla destra, attraversare il ponte e percorrere la strada sterrata fino a raggiungere le paludi della Diaccia Botrona. Lasciata l'auto, e proseguendo lungo il sentiero principale, si arriva all' Isola Clodia, mentre girando a destra si può camminare sull'argine del Canale Collettore che costeggia tutta la vasta zona umida lungo il lato Ovest.

Quando e come visitarla

Il periodo da Marzo a Settembre è sicuramente il migliore per visitare non solo la Diaccia botrona ma tutte le zone umide in genere. All'inizio della stagione autunnale, si assiste alla graduale partenza degli uccelli migratori e al passaggio di quelli che sosteranno nell'area solo per alcuni giorni, per poi ripartire e raggiungere le aree di svernamento più a Sud.
Ottobre è uno dei mesi più suggestivi dal punto di vista paesaggistico, poiché con le pioggie e i primi segnali dell'inverno ormai prossimo, la vegetazione palustre assume colori straordinari tingendosi del rosso della salicornia e del viola dei fiori di Limonium (statice) e di Aster. Nei mesi invernali il padule è animato da una moltitudine di uccelli, un vero paradiso per i "birdwatchers" che, muniti di un buon binocolo, possono osservarli nel loro ambiente naturale mentre si alimentano, si toelettano, si riposano o cercano di sfuggire ad un predatore.

Tramonto sul Padule


Con l' arrivo della primavera inizia la nuova fase migratoria; i limicoli, gran parte degli anatidi e gli aironi bianchi maggiori lasciano il posto ad altre specie.
Il padule risuona ovunque dei canti di cannaiole, cannareccioni, allodole e usignoli di fiume intenti ad attirare un partner o a delimitare il proprio territorio di riproduzione. Particolare attenzione deve fare il visitatore in questo periodo, per non disturbare gli animali durante la delicata fase riproduttiva ; sarà perciò opportuno mantenersi ai margini dell'area senza addentrarvisi.
L'estate è decisamente il periodo meno adatto per visitare la Diaccia Botrona: caldo torrido, afa, siccità e zanzare attendono inclementi chiunque vi si avventuri. Se si riescono a superare questi piccoli inconvenienti, magari la mattina presto o la sera verso il tramonto, dall'alto dell'Isola Clodia o da Casa Rossa si può rimanere in silenzio in assoluto relax ad ascoltare i suoni del padule, scoprendo così il canto inconsueto del Tarabuso, il frusciare di lucertole e serpenti tra la vegetazione, o semplicemente la brezza che spira tra le canne.
In un futuro ormai prossimo, la Provincia di Grosseto provvederà ad attrezzare l'area per la fruizione turistica, organizzando la sentieristica e una regolamentazione delle visite; in attesa di specifiche normative, consigliamo a chi volesse visitare la Diaccia Botrona di mantenere un comportamento di assoluto rispetto nei confronti dell'ambiente, evitando di sporcare, disturbare gli animali, accendere fuochi e danneggiare la vegetazione raccogliendo fiori o prelevando piantine che, al di fuori del loro habitat, avrebbero ben poche possibilità di sopravvivere.

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