I VINI

CENNI STORICI SUL VINO IN MAREMMA

La storia del vino in queste terre è molto antica e ci sono testimonianze che indicano come già all’epoca degli etruschi, il vino veniva prodotto, consumato e soprattutto commercializzato, ed era di gran lunga il prodotto più richiesto.

cacciagrande

Il vitigno più antico della zona e anche il più diffuso, era sicuramente il Sangiovese, esistente già all’epoca villanoviana e derivante dalla vite, oggi utilizzato per la realizzazione di tanti vini toscani.

MONTEREGIO DI MASSA MARITTIMA DOC

Il vino “Monteregio di Massa Marittima” è un’etichetta DOC (di origine controllata) che si produce nell’area che comprende le Colline Metallifere dell’Alta Maremma Grossetana, composta dai Comuni di Massa Marittima, Monterotondo, Montieri, Follonica, Scarlino, Gavorrano, Roccastrada e Castiglione della Pescaia.
Il vino si produce in otto tipologie differenti: rosso, novello, riserva, rosato, bianco, vermentino, vin santo e vin santo occhio di pernice.
Per i rossi e il rosato la composizione va da un 80% di Sangiovese unito ad un 20% di uve a bacca rossa consentite dal disciplinare che regola la produzione, poco dopo la vendemmia è disponibile la

versione Novello, mentre per il Riserva bisogna attendere un invecchiamento di due anni, di cui sei mesi in botti di legno e tre mesi di affinamento in bottiglia.
Il Montereggio di Massa Marittima bianco è formato da uve Trebbiano Toscano almeno al 50% più altre qualità di uve a bacca bianca.
Il Montereggio si trova anche nella tipologia Vermentino, composto al 90% da vitigno vermentino e un restante 10% da uve a bacca bianche.
Il Montereggio di Massa Marittima Vin Santo, formato con uve Trebbiano Toscano e Malvasia, a volte anche con altre uve a bacca bianca, prima sottoposte ad un appassimento naturale e poi ad un successivo invecchiamento obbligatorio di tre anni (quattro per il tipo Riserva).
Infine abbiamo il Montereggio di Massa Marittima Vin Santo Occhio di Pernice formato da Sangiovese e Malvasia nera e altri vitigni di uve a bacca nera, dal sapore dolce, morbido, vellutato e rotondo.
È in questo ambiente collinare e pedecollinare che nascono i vini della DOC Monteregio, ben otto tipologie che rappresentano una realtà composita del mondo vitivinicolo locale e che offrono ai produttori l’occasione di valorizzare tutta una serie di vitigni che da
tempo fanno parte del patrimonio vitato grossetano. I produttori della zona, oltre al Monteregio producono anche altri tipi di vino, risultato dell’assemblaggio di uve di vitigni quali Aleatico, Cabernet Sauvignon, Merlot, Canaiolo, Malvasia, Vermentino, Chardonnay.
Ogni azienda assegna ai propri vini nomi spesso evocativi, che ricordano luoghi e tradizioni tipici. Da ricordare in tal senso l”Avvoltore”, il “Sinfonia”, il “Mandriolo”, il “Roccolo”.
Altri vini dai nomi ricordano le tradizioni massetane, come il ‘Terziere‘ (un vino rosso che matura per un anno in barrique di rovere francese) o altri come “IL Matto delle Giuncate”e “Le Veglie di Neri” che richiamano il noto scrittore Renato Fucini, nato a Monterotondo nel 1843.
Di sicuro in rapida evoluzione per fama e per qualità, il vino prodotto a Castiglione si sta facendo onore nelle migliori vetrine nazionali ed internazionali ed anche i critici più accaniti subiscono il fascino del suo gusto pieno. La visita alle cantine offre l’occasione per un tour fatto di degustazioni, abbinamenti curati nei dettagli dai produttori e un modo per conoscere la passione, la storia e il futuro del vino in maremma.
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